Sviluppiamo le migliori tecnologie per il riciclo dei materiali per dar vita a soluzioni innovative per la transizione energetica ed ecologica
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I cavi elettrici a fine vita rappresentano un input estremamente complesso e discontinuo:
• Cavi elettrici industriali e civili standard in rame;
• Cavi dati, telefonia e telecomunicazioni con conduttori ultra-sottili;
• Conduttori rigidi monofilare ad alta resistenza;
• Cavi a diametro misto e materiale da RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche).
Questa eterogeneità richiede un impianto strutturalmente stabile, equipaggiato con una tavola di separazione densimetrica ad alta sensibilità, in grado di elaborare in modo continuo granulometrie differenti.
La carpenteria e la meccanica della macchina devono garantire un sistema complessivo rigido: è la condizione che annulla flessioni o torsioni strutturali capaci di ridurre l'efficienza della separazione aria/vibrazione. A questo si aggiungono manutenzione ridotta e semplicità d'uso per l'operatore.
Perché la rigidità è, in realtà, una questione di tempo — e di poche ore, non di anni. Una macchina appena installata può funzionare bene per le prime ore, spesso perché testata con il cavo standard fornito dal produttore stesso in fase di dimostrazione. Il vero banco di prova arriva molto prima di quanto si pensi: bastano 10-20 ore di lavoro su materiale reale ed eterogeneo perché emergano i limiti di una carpenteria non sufficientemente rigida. Il telaio della griglia classificatrice inizia a deformarsi sotto sforzo, le lame si consumano in modo irregolare e impreciso, e il granulato di metallo in uscita risulta inquinato quanto la frazione di PVC — la separazione, di fatto, non funziona più.
I mercati tecnologici più esigenti in Europa e Nord America hanno già operato una selezione netta su questo tema. Esistono anche produttori validi nell'Est Asiatico, ma la qualità ha un costo tracciabile: ricerca e sviluppo, componentistica premium, ingegneria meccanica e organizzazione aziendale strutturata. Quando questi elementi si sommano, i costi di produzione si avvicinano inevitabilmente a quelli europei.
Basta un confronto elementare per capire dove sta il problema: un quadro elettrico di qualità professionale, da solo, costa spesso più dei 3.000-5.000 USD richiesti per l'intera macchina. Un prezzo così basso per un impianto completo non è un'offerta conveniente: è l'indicazione che, da qualche parte nella distinta base, si è tagliato su componentistica, sicurezza elettrica o carpenteria strutturale.
A questo si aggiunge un problema ben noto a chi ha già acquistato macchinari da alcuni fornitori su piattaforme come Alibaba: venditori che spariscono dopo la vendita, senza assistenza, senza ricambi, senza alcuna garanzia reale oltre il pagamento incassato. Un investimento entry-level porta con sé compromessi concreti:
• Fermi macchina imprevisti: le perdite di produzione dovute a guasti possono superare, nel tempo, il valore stesso dell'impianto.
• Assistenza post-vendita inesistente: un guasto o la necessità di un ricambio blocca l'operatività a tempo indeterminato, con un interlocutore spesso irraggiungibile.
• Qualità dell'output: strutture non sufficientemente rigide tendono a produrre una frazione mista di rame e plastica, non in linea con i parametri richiesti dalle fonderie europee.
La Stokkermill K750 nasce per portare la rigidità strutturale e le logiche di separazione tipiche dei grandi impianti industriali in un formato compatto, pensato per chi si affaccia al riciclaggio dei cavi con un investimento contenuto ma non vuole rinunciare alla qualità dell'output.

Progettazione e Produzione 100% Made in Italy – Design ad alta rigidità strutturale
Un dato di purezza dichiarato, da solo, non dice nulla su cosa succede il giorno in cui una componente si usura o un ricambio serve con urgenza. È qui che si vede la reale differenza tra un fornitore industriale e un venditore che sparisce dopo l'incasso: la disponibilità di ricambi originali e di assistenza tecnica raggiungibile, in ogni area del mondo in cui la macchina lavora.
È la stessa logica per cui un orologio di alta gamma non vale solo per il meccanismo che ha dentro il giorno dell'acquisto, ma per la rete di assistenza autorizzata che lo accompagna per tutta la sua vita utile, ovunque ci si trovi. Per un impianto industriale che deve produrre ogni giorno, vale lo stesso principio: la macchina è solo metà del valore, l'altra metà è chi risponde quando la macchina si ferma.
Il 6 agosto la Stokkermill K750 sarà presentata alla convention annuale NZAMR ad Auckland, presso lo Stand No. 4, in collaborazione con il partner locale Pioneer Group. Non è solo una vetrina: è la dimostrazione concreta di cosa significhi assistenza globale reale, con un partner strutturato sul territorio neozelandese anziché un contatto che scompare dopo la vendita. Un'occasione per verificare dal vivo la solidità costruttiva, la qualità del rame granulato in uscita e la rete di supporto che sta dietro alla macchina.
29-07-2026
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