Riciclo pannelli solari: materiali recuperati | Stokkermill

Quando si confrontano tecnologie per il riciclo dei pannelli fotovoltaici, l’attenzione tende spesso a concentrarsi sulla macchina. Come viene triturato il pannello? Come viene delaminato? Quante fasi comprende la linea? Quanto è automatizzata?

Sono domande importanti. Ma arrivano prima di quella decisiva: cosa produce realmente il processo?

Un impianto di riciclo dei pannelli fotovoltaici non genera semplicemente “materiale recuperato”. Genera frazioni che devono possedere caratteristiche fisiche e qualitative compatibili con un successivo processo industriale. Ed è su queste frazioni che dovrebbe essere valutato il risultato.

1. Riciclo pannelli fotovoltaici: dal modulo agli output

Un modulo fotovoltaico è un materiale composito. Vetro, alluminio, celle in silicio, EVA, backsheet, rame e altri materiali sono assemblati per rimanere insieme per decenni. Il compito di un processo di riciclo è compiere il percorso opposto: liberare → classificare → separare → raffinare.

Nelle linee Stokkermill Solar per il riciclo dei pannelli solari il risultato è la produzione di frazioni distinte di:

  • alluminio;
  • vetro;
  • concentrato contenente silicio;
  • EVA e backsheet;
  • rame.

Ma anche questa lista racconta soltanto una parte del risultato. Due frazioni definite entrambe “vetro”, ad esempio, possono avere granulometria, contaminazione e destinazione industriale completamente differenti. Per questo, nel riciclo dei pannelli fotovoltaici, la qualità deve essere definita in relazione allo sbocco successivo.

2. Alluminio: non basta recuperare la cornice

L’alluminio rappresenta una delle frazioni economicamente più interessanti del pannello. Nella piattaforma automatica Stokkermill non è necessario basare l’intero processo sulla rimozione manuale preventiva della cornice. Durante il trattamento l’alluminio viene liberato e successivamente separato fino alla produzione di una frazione proler pronto forno, progettata per il successivo processo metallurgico.

La differenza è importante. “Recuperare alluminio” descrive il materiale. “Produrre una frazione compatibile con una fonderia” descrive invece un output industriale.

3. Vetro: una sola parola, più frazioni

Il vetro costituisce la quota principale in peso di un modulo fotovoltaico. Ma il processo non produce necessariamente un’unica frazione uniforme: la classificazione granulometrica permette di ottenere frazioni differenti. Nelle configurazioni Stokkermill documentate, la frazione grossolana può essere classificata, ad esempio, nella classe 2–8 mm, mentre il materiale più fine può seguire percorsi di valorizzazione differenti.

Questo è un punto fondamentale. La domanda non è soltanto: “Quanto vetro abbiamo recuperato?” Ma: “Quale vetro abbiamo prodotto?” Granulometria, ferro residuo, contaminazione polimerica e destinazione cambiano il valore del materiale.

4. La frazione contenente silicio

Una delle frazioni più interessanti del riciclo dei pannelli fotovoltaici è quella fine derivante dalla liberazione delle celle. Definirla semplicemente “silicio” sarebbe però impreciso: si tratta di un concentrato fine contenente silicio, insieme a vetro residuo e tracce metalliche, tra cui può essere presente argento.

Questa distinzione è importante perché il processo meccanico non produce automaticamente silicio pronto per tornare alla produzione di una nuova cella fotovoltaica. Il materiale necessita di ulteriori processi quando la destinazione richiede un grado superiore di raffinazione. Il compito della linea di riciclo è quindi produrre una frazione concentrata e controllata che possa entrare correttamente nella fase successiva.

5. EVA e backsheet

Anche la frazione polimerica deve essere liberata dal vetro e dalle altre componenti. EVA e backsheet vengono recuperati al termine del processo come frazione separata.

Ancora una volta, il punto non è soltanto la presenza del materiale. Conta quanto vetro residuo contiene. Conta la granulometria. Conta quale destinazione industriale è disponibile. La pagina tecnica Stokkermill indica per queste frazioni anche possibili destinazioni come combustibili alternativi grazie al loro potere calorifico, in funzione naturalmente del contesto e della filiera di destinazione.

6. Rame: poco peso, valore elevato

Il rame rappresenta una quota relativamente ridotta del peso complessivo del pannello, ma possiede un valore economico elevato. È presente principalmente nei conduttori e nelle connessioni elettriche. Per questo anche piccole perdite distribuite nelle altre frazioni possono diventare rilevanti quando il volume trattato aumenta.

È lo stesso principio che conosciamo da anni nel riciclo dei cavi: non basta osservare quanto è pulito il rame recuperato. Bisogna anche verificare quanto rame non è stato recuperato.

7. Recupero e purezza non sono la stessa cosa

Qui arriviamo a uno dei principi più importanti. Un materiale molto puro non significa automaticamente che l’intero processo abbia funzionato bene. Immaginiamo un processo che produca un chilogrammo di rame estremamente puro: se però una quantità significativa di rame rimane dispersa nella plastica o nelle frazioni fini, il risultato complessivo non è altrettanto positivo.

Viceversa, spingere ogni separazione verso la massima purezza teoricamente possibile può richiedere ulteriori macchine, energia e usura, senza che il mercato a valle remuneri realmente quel livello qualitativo. Il risultato industriale deve quindi trovare un equilibrio tra:

  • recupero;
  • purezza;
  • granulometria;
  • consumo energetico;
  • costo operativo;
  • valore del materiale;
  • specifica richiesta dal destinatario.

8. Quanto si recupera nel riciclo dei pannelli fotovoltaici?

Nelle configurazioni Stokkermill Solar documentate, l’insieme delle frazioni recuperate può arrivare fino al 99,8% del peso del materiale in ingresso. Ma anche questo dato deve essere letto correttamente: il recupero in peso non dice, da solo, se ogni frazione ha raggiunto la qualità richiesta.

Ed è proprio per questo che il processo comprende differenti stadi di:

  • riduzione dimensionale;
  • delaminazione;
  • vagliatura;
  • separazione magnetica;
  • separazione dei non ferrosi;
  • raffinazione;
  • classificazione granulometrica;
  • e, quando richiesto, tecnologie di sorting più avanzate.

Non per moltiplicare le macchine. Ma per costruire l’output richiesto.

9. Dal recupero alla destinazione

Il passaggio finale è forse quello che viene discusso meno: dove va il materiale? Un output acquista realmente valore quando esiste una successiva industria capace di utilizzarlo:

  • alluminio verso la metallurgia;
  • vetro verso filiere compatibili con quella specifica granulometria e composizione;
  • concentrato contenente silicio verso successive attività di recupero;
  • rame verso la filiera metallurgica;
  • polimeri verso destinazioni compatibili con le loro caratteristiche.

Per questo progettare una linea per il riciclo dei pannelli fotovoltaici partendo soltanto dal pannello in ingresso è incompleto. Bisogna progettare contemporaneamente a monte e a valle: INPUT → PROCESSO → OUTPUT → DESTINAZIONE.

10. A ECOMONDO 2026 porteremo gli output al centro della discussione

Dal 3 al 6 novembre 2026, ECOMONDO tornerà al Quartiere Fieristico di Rimini. Per Stokkermill Solar sarà l’occasione per spostare la conversazione dalla sola macchina al risultato del processo.

Non soltanto: “Come riciclate un pannello?” Ma: “Quali materiali ottenete, con quali caratteristiche e dove possono essere utilizzati?” Perché è lì che un processo di riciclo dei pannelli fotovoltaici dimostra realmente il proprio valore.

11. Domande frequenti

Quali materiali vengono recuperati dal riciclo dei pannelli fotovoltaici?

Alluminio, vetro in differenti classi granulometriche, rame e altri metalli, frazione polimerica EVA/backsheet e un concentrato fine contenente silicio, vetro residuo e tracce metalliche.

Il silicio recuperato è già pronto per produrre nuovi pannelli fotovoltaici?

Non necessariamente. Il processo meccanico produce una frazione concentrata contenente silicio che può richiedere ulteriori trattamenti di raffinazione in funzione della destinazione finale.

Perché il vetro dei pannelli fotovoltaici viene separato in più granulometrie?

Perché dimensione delle particelle, composizione e contaminazione influenzano il possibile utilizzo industriale della frazione.

Cosa significa alluminio “pronto forno”?

Significa produrre una frazione preparata per il successivo processo metallurgico, riducendo la necessità di ulteriori operazioni di pulizia e preparazione.

Nel riciclo dei pannelli fotovoltaici è più importante il recupero o la purezza?

Devono essere valutati insieme. Una purezza elevata con forti perdite di materiale non rappresenta necessariamente un buon risultato; allo stesso modo, aumentare la purezza oltre quanto richiesto dal mercato può aggiungere costi ed energia senza creare valore.

Quanto materiale può recuperare un impianto Stokkermill Solar?

In configurazioni documentate da Stokkermill, le frazioni recuperate possono rappresentare fino al 99,8% del peso del pannello in ingresso.

19/10/2026